il piccolo fratello

il piccolo fratello

Sta per finire l’anno scolastico e invece di pensare alle vacanze mi tocca pensare al prossimo anno scolastico, che sarà il primo di mio figlio.

Una scelta difficile, che va calibrata in base alla struttura, le insegnanti, il prezzo, l’orario di apertura…ovviamente ogni soluzione necessita di qualche compromesso, perchè – sembra impossibile – ma una proprio che calza a pennello non c’è.

E così ieri sono stata all’ennesima presentazione di un asilo nido. Nuovo di pacca, gestito dai migliori della città, cucina bio, filodiffusione e…sistema di telecamere di sicurezza con possibilità per i genitori di collegarsi e vedere il figlio online!! Così i genitori i sentiranno più sicuri e potranno partecipare alla vita dei loro figli.

Alla notizia tutti i genitori felici, sorrisi a 42 denti, tutto un “che carino” “che tenerezza” che si propaga per la sala. Solo io e un’altra mamma ci guardiamo perplesse.

Possibile che solo noi ci vediamo qualcosa di strano?!?

I problemi fondamentali sono 2 e non sono trascurabili.

Numero 1 – i bambini vivranno insieme tutti gli spazi del nido, quindi chi si collegherà per vedere suo figlio vedrà anche gli altri. Non ne faccio un problema di privacy, ma gira gente con strani gusti al mondo, si chiamano pedofili, e spesso non li sai riconoscere, spesso hanno famiglia a loro volta e la faccia per bene. “Ma ci sarà un sistema di password!” Sì, ma le password possono essere elargite ad amici e parenti, basta dirle. Chi mi tutela dalla possibilità che quelle immagini siano registrate e diffuse liberamente? Vi preoccupate che la cucina sia Bio e non che i vostri figli siano ripresi e trasmessi pubblicamente? Mi sembra assurdo…

Numero 2 – vedere i propri fili come vivono al nido non significa partecipare! Ci credo quando mi dicono che al nido i nostri figli saranno diversi e più autonomi ma spiarli non significa condividere quelle esperienze. non potremo partecipare sempre ad ogni esperienza dei nostri figli, ma essere partecipi delle loro esperienze condividendo racconti, emozioni e confidenze.

Infine penso alle povere insegnanti, spiate durante il loro lavoro. Stare con i bambini è bello e faticoso, come ogni lavoro e siamo tutte perone umane, con le nostre giornate storte. Io pretendo rispetto per mio figlio ed un trattamento corretto, ma saprei da genitore distinguere il corretto allo scorretto quando in ballo c’è mio figlio? Non rischia una insegnante di essere ripresa per un comportamento troppo severo o mal interpretato?

Capisco in pieno il terrore che i propri figli siano maltrattati, ma non mi sembra questo lo strumento da utilizzare. Preferisco avere la possibilità di comparire “a sorpresa” a qualsiasi ora del giorno per vedere cosa fa.

Non sceglierò questo nido per questo e altri motivi, ma spero che questa cosa non si diffonda come spauracchio di sicurezza per i genitori.

Grazie Anna

Grazie Anna

Vent’anni fa ero solo una bambinetta  di seconda media, che pensava alla gita scolastica e fantasticava sul compagno di classe brufoloso.

Ma anche a 12 anni si capiscono le cose importanti, basta saperle spiegare e lei lo fece. La professoressa di italiano, che per un giorno dimenticò il programma ministeriale e ci raccontò della mafia, dando un senso alle parole che sentivamo nei telegiornali.

Ci spiegò come, quando e dove era nata, come si era evoluta e a cosa “serviva”. E noi la ascoltavamo, senza interruzioni, senza fare domande perchè ne avevamo troppe in testa per sceglierne una.

E la sera a casa lo abbiamo raccontato, abbiamo ascoltato il telegiornale con i nostri genitori soddisfatti di capire più di quello che veniva detto.

Non smetterò mai di ringraziarla, Anna, per avermi aperto gli occhi sul mondo, per avermi trattato da adulta non nascondendomi le cose brutte, ma cercando di spiegarmele e di informarmi affinché facessi una scelta consapevole.

Così il 19 luglio quando la tv parlava di Via D’Amelio ero sgomenta e un anno dopo, quando ad essere colpita fu proprio la mia città, non ero più smarrita ma indignata, non avevo più sete di sapere ma di giustizia.

Giustizia che non è arrivata nemmeno dopo vent’anni.

 

Un giorno per caso

Un giorno per caso

Le ragazze sanno che a volte una giornata come tante può riservare sorprese inaspettate: l’autobus che fa ritardo, la prof che ti interroga a sorpresa, il ragazzo che ti piace che ti aspetta per accompagnarti a casa. Ma che quel cassonetto fosse una bomba a orologeria Melissa e le sue amiche non lo potevano proprio immaginare.

Non si può morire a 16 anni solo perchè qualcuno ha deciso che la tua vita vale meno dei suoi interessi. E non mi importa sapere se Melissa era carina, se era brava a scuola, se era sempre puntuale. Forse suo padre sarebbe stato meno inconsolabile?

E’ stata una pura ingiustizia, un attentato vigliacco contro chi non poteva difendersi.

Non perdiamo tempo con servizi strappalacrime, è l’ora di spendere le nostre energie per cercare i colpevoli, capire le cause, imparare a difenderci e a combattere per la nostra sicurezza.

Melissa non potrà più farlo, facciamolo noi per lei.

 

la pioggia in motorino

la pioggia in motorino

Guido il motorino tutti i giorni da quando ho 15 anni, eppure alla pioggia in motorino ancora non mi ci  sono abituata. No, via, abituare mi ci sono abituata, ho tutto il completo sexy di plastica verde sottobosco di 5 taglie più grandi in modo da riuscire ad indossarlo sopra il piumino senza rimanere incastrata nelle maniche, e il cencino nel sottosella per asciugare il parabrezza prima di partire (a che serve poi, se tanto si ribagna?). Però guidare il motorino sotto l’acqua riesce sempre a farmi incazzare. Anche se non mi bagno e la borsa resta al caldo nel bauletto. Guidare sotto l’acqua mi irrita i nervi.

Quando piove sembra tutto grigio uguale: cielo grigio, nuvole grigie, asfalto grigio. Il parabrezza prima ti fa vedere il mondo come un quadro puntinista, poi diventa come liquido e le immagini si deformano, i contorni si sfocano e quando la macchina davanti frena vedi uno sbrilluccichio rosso diffondersi a macchia d’olio.

La strada sembra tutta bella liscia e lustra, ma se non ti ricordi la posizione di ogni buca rischi di trovarti con l’acqua alle ginocchia e il motorino in panne. Ma in realtà la strada è dispettosa e quando piove si stringe, cosicché le macchine, che fino a ieri stavano ordinatamente in fila per due, adesso non ci entrano più e si accatastano al centro della strada. Tergicristalli impazziti ipnotizzano autisti sperduti, che dalla faccia sembra che non sappiano nè da dove arrivano, nè dove vorrebbero andare. Poveretti, nel grigiume generale non riconoscono la strada e cercano di ritrovarla a tentoni: ora a destra, no meglio a sinistra, freno mentre decido, metto una freccia per sicurezza…

Il risultato è che per aver salva la pelle devo mettermi anche ad intuire cosa farà quella micra, o dove vuol girare la signora bionda, capire se il signore coi baffi fermo all stop mi ha visto davvero o era distratto.

Il viaggio verso casa sotto la pioggia somiglia un po’ all’Odissea di Ulisse, però è decisamente meno romantico.

 

Sarà vero?

Sarà vero?

Sarà vero tutto questo pentimento per le serate del Bunga Bunga? Sarà sincero l’imbarazzo descritto?

Spero che sia sincera la vergogna che queste ragazze provano per quello che hanno fatto, anche se a me sembrano tanto lacrime di coccodrillo.

Quando avevo 12 anni tutto il mondo parlava di Clinton e della sua stagista: si sprecavano battute, condanne, anatemi. Ma tutto sommato era solo una scappatella corredata di figuraccia in mondovisione.

“Papi” ha battuto ogni previsione organizzando feste, promettendo e concedendo cariche pubbliche alle sue preferite.

La figuraccia l’hanno fatta tutti gli italiani, e non tanto perchè il loro attempato premier amasse trastullarsi con le ragazzine, ma perchè per mesi, anni hanno permesso che questi dedicasse le sue energie ai festini invece che agli interessi del paese.

E quando leggo articoli come questo mi passa anche la voglia di sapere se è vero pentimento o opportunismo, mi viene solo da piangere.

http://milano.repubblica.it/cronaca/2012/05/07/news/processo_ruby_la_pentita_racconta_i_baci_a_priapo_e_la_minetti_tutta_nuda-34613974/